Category: Open the Journalism

8 buoni motivi per mandare facebook a fare…


Anche io, come tanti, ho ceduto alla cosmopolita tentazione di creare un account su FacciaLibro. Anche io, come tanti, soccombo al fascino “misterioso” dei social network. Anche io, come tanti, mi pongo domande su l’utilità (o l’inutilità) di una cosa, e il grado di penetrazione che essa può avere in seno al principio di base su cui la mia individualità si fonda: No telecamere a circuito esterno (magari anche interno).
Anche io, come pochi, mi do delle risposte.
Questi sono i miei 7/8 buoni motivi per cui ho sradicato facebook dai miei segnalibri:

1) Violazione della privacy.
Se la violazione alla tutela della privacy fosse oro, FB sarebbe una miniera (va bene, questa è vecchia come Giulio Cesare ma rende). Basta loggarsi su FB per avere istantaneamente la sensazione che tutto venga messo in piazza; praticamente ogni tuo movimento è alla mercè di tutti (anche di chi ti sta sul cazzo). E’ vero, è possibile addentrarsi nel labirinto delle impostazioni per provvedere a tappare le falle ma, dei naviganti, quanti sono in grado di farlo? Tante persone di mia conoscenza non erano nemmeno coscienti del fatto che esistesse questa possibilità. Io che ho provveduto al blocco totale, in più di un’occasione, mi sono ritrovato nella casella di posta mail proveniente dallo staff di facebook che mi segnalavano la perdite delle mie impostazioni e che dovevo provvedere a reimpostare il tutto (ma siete normali? O cercate solo di scoraggiarmi?).
Ancora, vi sembra normale che devo essere io il garante delle mia stessa privacy? Insomma, è come entrare in una casa  in pieno inverno e, di default, trovare tutte le finestre aperte per poi provvedere a chiuderle manualmente dopo che magari il danno è fatto. Si entra in una casa a finestre chiuse e si aprono all’evenienza quelle che si desiderano aprire (no?). Scusatemi anche per questo esempio stupido ma rende. (Pericolo congelamento)

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L'Italia dei buffoni e dei mafiosi! :-) :-(

Girovagando per la blogosfera mi sono imbattuto in due articoli di provenienza anglosassone che, senza troppi peli sulla lingua, ci pisciano un tantino addosso. Quello che mi fa rabbia è che purtroppo gli inglesi, che hanno mooooltiiii scheletri negli armadi delle loro casate governative, HANNO RAGIONE!
Il primo è di “The Guardian”, che pare abbia adottato il termine Buffone per riferirsi ad un certo nanetto con i capelli asfaltati:

Silvio Buffone, the Italian premier, re-elected partly on a promise to rescue the stricken national carrier …..

Buffone helped ensure that the Air France-KLM offer to take over Alitalia by buying the state’s 49.9% stake collapsed

L’articolo è del 27 Agosto e tratta della vicenda Alitalia (casino colossale per il quale è doveroso inchinarsi a Silvio) ma a quanto pare è stato corretto in questi giorni. Lo lessi (si fa per dire) appena redatto e ora mi rammarico di non averlo immortalato con uno ScreenShot. (Comunque ho riso a crepa pelle)

L’altro articolo è del “The Economist” il suo contenuto è molto meno circense e narra le collusioni di Super S. con gli ambienti malavitosi e dei reiterati problemi avuti con la giustizia. A metà pagina si può osservare una tabella riguardante i suoi processi quasi tutti prescritti.
Vi rimando a leggere l’articolo tradotto su italiadallestero.

Con affezione da disgusto nazionale! Blaaaaa!

Twitter: Perchè io no?

Edit:
Il servizio di invio SMS attualmente non è disponibile per l’Italia (siamo sempre l’ultima ruota del carro).

Ho ceduto alla tentazione di creare un account su Twitter. Era da tempo che ci pensavo ma quando mi resi conto che l’dea faceva emozionare visibilmente il mio prof. di “Teoria e Tecnica dei Nuovi Media” allora decisi di starne alla larga. Insomma, voglio dire, i prof. sono il nemico e non bisogna mai assecondare l’idea dei nemici!


Vi starete chiedendo “Allora come mai adesso anche tu hai un twitter?“. Rispondo che ho un Twitter perchè ho sconfitto il nemico, o almeno, quel nemico (quello di oggi l’ho sconfitto un po’ di meno! Ma l’ho pur sempre sconfitto!).
Cos’e Twitter?
Twitter è un social network (vedi myspace, facebook, etc.etc.) che ci permette di comunicare alla stregua di un sms. Max 140 caratteri per esprimere il nostro pensiero, o meglio, per dire cosa stiamo facendo “What are you doing?“.
Racchiudere un pensiero o un’azione all’interno di 140 caratteri non è semplicissimo ma aiuta il cervello a riflettere e a renderlo reattivo, diretto e incisivo.
Piccola chicca: Twitter può essere utilizzato anche come un mini agenzia di stampa (sul sito ne ho trovate alcune) in quanto ci da facoltà di poter inviare un messaggio direttamente dal nostro cellulare. Caliamoci nei panni del piccolo reporter. Una mattina usciamo di casa e ci ritroviamo di fronte ad un evento di cronaca (scoop) che merita di essere tempestivamente raccontato all’umanità: “Perugia: Extraterrestre trovato a fumare spinelli al tempietto. I Carabinieri: Stiamo perquisendo l’astronave.“, basta scrivere l’sms e inviarlo sulla nostra pagina Twitter dove tutti gli internauti, che passeranno di lì, potranno leggere la clamorosa notizia.

Su Twitter ho trovato un po’ di facce di cazzo: 12345 e che più ne ha più ne metta!
Ah! Quì c’è anche Obama (faccia di cazzo pure lui?)

QUESTO invece è il mio Twitter.

Il vostro affezionatwitter!

La cyber ….. delle loro madri!

Ennesimo tentativo da parte dei demoni di demonizzare l’antidemone. Pur di fascistizzare il miracolo di internet se ne inventano di tutti i colori:

1) http://www.corriere.it/salute/08_luglio_01/droga_onde_sonore_e2d3b57e-4780-11dd-8c36-00144f02aabc.shtml

2) http://www.badzu.net/go.php?id=26623

…e chi più ne ha più ne metta!

Uno dei siti incrimati è questo, attenti, perchè appena la pagina verrà aperta la faccia di una caprone dagli occhi infuocati spunterà fuori dallo schermo e vi mangerà i coglioni (vale solo per gli uomini, per le donne è comunque consigliato assumere una posizione fetale).
Peccato, sono un utente linux, quindi dovrò fare a meno di questo devastante sballo! (ma andate a cagare!)

Rinnovo il mio invito solenne a spegnere i televisori, cestinare la cartastraccia nazionale e ad aprire il browser (no internet unexplorer please!).
Scegli l’autoinformazione, scegli la libertà, scegli internet! “Un’iniziativa promossa dal Ministero delle Libertà Personali a sfavore di Pubblicità De-Cesso

Ahahahahhaa! La Cyber-Droga! Hihihiihiiiii! E io chi sono? Il Cyber-Papa!?

Con affezione da cyber-bufala!

Film: "Zeitgeist"

Zeitgeist è un lavoro indipendente e gratuito (quindi liberamente scaricabile) che ha ricevuto il riconoscimento di miglior documentario all’Artivist Film Festival di Hollywood (Los Angeles).


Il film, oltre ad essere fatto veramente bene, cerca di far luce sulla nascita delle religioni (in particolar modo su quella cristiana), sulla questione dell’11 settembre a New York (Crollo del World Trade Center, ricordate?), e infine sulla piaga del signoraggio economico che sta gettando il mondo in pasto ad avvoltoi spietati e senza scrupoli, assetati di guerre per far quadrare i loro lerci bilanci.
Credo che ognuno di noi almeno una volta nella vita si sia posto la seguente domanda: Ma tutto ciò che ci spacciano per verità corrisponde realmente alla realtà?
E’ stato sorprendende scoprire che la storia di Gesù (ma direi del nostro nuovo testamento in generale) non è altro che la riproposizione del mito di Horus il dio Egiziano del sole. Non sto dicendo che abbia delle analogie, ma che tutta la vicenda è stata copiata di sana pianta. Eh lo so, è impressionante, ma pare proprio che questa sia la tesi più accreditata!
Gente, meditate, altrimenti i personaggi dietro le quinte non smetteranno mai di inocularci merda nel cervello.
La mia nota conclusiva è quella di esortare voi tutti a sottoporvi alla visione del film. Il documentario dura due ore ma vi assicuro che ne vale la pena. Dopo averlo visto, molto probabilmente, vedrete le cose da una prospettiva totalmente diversa (o inversa).

Affezionatissimo!

PS: Ringrazio il mio amico S. M. per avermi messo al corrente sull’esistenza di questo film.

Troverete il Film sottotitolato in italiano dopo il salto.

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Film: Redacted

Redacted di Brian del Palma

Chi ha mai sentito parlare dell’ultimo film di Brian de Palma, che ha ottenuto sommi riconoscimenti nei festival di mezzo mondo, dal titolo Redacted?
Forza ragazzi! Alzate la mano! Nessuno?
Bhe, non c’è da meravigliarsi!
Di cosa parla Redacted? Di censura.
Ora, che la censura sventola il suo vessillo nelle sontuose casate televive (e non solo) dell’intero pianeta lo si sapeva (Tibet docet), ma che venga censurato un film che parla di censura, allora ci si rende forse conto che qualcosa di canceroso ci sta consumando l’anima. Forse ci troviamo di fronte alla novella di Fedro o semplicemente abbiamo dimenticato di prendere un buon caffè, il che implica, che stiamo ancora dormendo. Forse Caronte è stato licenziato, ma molto probabilmente Cerbero sarà morto di gastroenterite.

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Grande, anche dall'altro mondo!

Se fosse stato ancora tra di noi, e credo sia il caso di usare una frase retorica “Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno!“, lui si sarebbe espresso così!

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=xlRjbfaRkDk&hl=it]

Grazie Massimo!

PS: Complimentissimi all’autore del video.

Scandalo su telenorba ma champagne da bruno e chicco!

Non saprei, ma mi sento un pochino chiamato in causa su questa vicenda. Forse perchè sono stato adottato 3 anni fa da questa città; forse perchè Mentana e Vespa ne hanno dette di tutti i colori sulla questione e mai nessuno si è degnato di epurarli, come succede ai migliori. Forse perchè non mi sono mai rispecchiato nelle loro brillanti tesi sui giovani che sanno fare solo una cosa: drogarsi. Come se la droga cresce spontaneamente sugli alberi tipo una melannurca. La droga si sa, circola per rimbambire e disumanizzare in modo esponenziale il segmento meno acculturato della popolazione, così che possa essere veicolato sui temi più pornografici dei nostri tempi: Grande fratello, Amici di Mario de Felippi, Falsix, Porca a Porca, Porna Domenica e chi più ne ha più ne metta, anzichè sulle vere tragedie: crisi dei rifiuti, signoraggio, alitalia, debito pubblico, disoccupazione, pil, tibet, berlusconi, veltroni, emilio fede, etc. etc.. Ma tralasciamo, tralasciamo tutto.

cadavere meredith

Certo, le immagini della povera Meredith trasmesse da Telenorba alzano un polverone, fanno gridare allo scandalo, fanno molto parlare, fanno dire alla gente: giornalisti avvoltoi, parassiti, speculate sul sangue della povera gente. E va bene! Ci sta tutto! Ma la cosa che mi esaspera è il motivo per il quale non si ottiene la stessa reazione quando Matrix e Porta a Porta istruiscono processi in diretta che somigliano più ad un defilè di Valentino anzichè ad una tribuna formativa ed informativa. Fanno della televisione luoghi di culto per “Illuminati”, dove non vengono poste domande ma solo ascoltate bugie, dove non si parla del perchè ma solo del quando, dove il colluso ha sempre un posto in prima fila, dove a chi ascolta mai verrà aperto l’audio del microfono, dove i santi non sono mai laici.
Il rimprovero che indirizzo alla trasmissione il graffio è quello di non aver censurato con doveroso rispetto il corpo martoriato della povera ragazza, per il resto, la nazione deve sapere quali sono le responsabilità e il grado di incompetenza dei nostri funzionari: inquirenti che cancellano meticolosamente tracce, che dimenticano di repertare prove, che dicono: abbiamo lavato il lavandino perchè era sporco di sangue. Questo dovrebbe essere il vero scandalo. In Italia non abbiamo un reparto investigazioni scientifiche ma una laboriosa ed efficiente impresa di pulizie. E allora ritorna facile capire come mai nascano quelle famose leggende che prendono il nome di Cogne, Garlasco, Erba, etc. etc.
Ora, non voglio esprimermi sul grado di colpevolezza di nessuno, anche se, persino un bambino sa fare 2 + 2, ma a prescindere da questo, credo che ad uccidere Meredith per la seconda volta, mi dispiace dirlo, siano stati i R.I.S..
Mi vergogno di essere italiano, si mi vergogno, vorrei chiederti perdono da parte dell’italia intera Meredith, ma non ce la faccio, mi vergogno troppo. Spero con tutto il cuore che ti venga resa giustizia un giorno, ma non aspettartela da noi, abbiamo un Grande Fratello che diviene sempre più difficile da gestire. Scusaci!

Il Link al filmato lo trovate dopo il salto.

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